Fondazione RES: Nuovi divari.
Un’indagine sulle Università del Nord e del Sud

Dopo avere nel 2014 analizzato il tema dell’istruzione secondaria, la Fondazione RES dedica il Rapporto di quest’anno all’istruzione universitaria attraverso un confronto approfondito fra Atenei del Nord e del Sud che tocca diverse dimensioni: le iscrizioni, le carriere e i servizi per gli studenti, l’offerta didattica e la qualità della ricerca, il trasferimento tecnologico e il contributo allo sviluppo economico dei territori, le modalità di finanziamento.

Download sintesi: Sintesi della ricerca 2015 

Perché gli studenti si spostano da Sud a Nord

Nell’anno accademico 2014-15 oltre 55mila universitari hanno scelto un ateneo localizzato in una regione diversa da quella di residenza. E si tratta in larghissima parte di studenti del Sud. Per la qualità delle università del centro-Nord, certo, ma anche per molti altri motivi legati al contesto […].

Articolo tratto da: lavoce.info

Nuove regole per l’Abilitazione Scientifica Nazionale

Abilitazione Scientifica Nazionale

Nuove regole per l’Abilitazione Scientifica Nazionale, il titolo necessario per poter insegnare all’Università. Il via libera oggi in Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro Stefania Giannini.

Due le principali novità. Viene introdotta la cosiddetta procedura a “sportello”: gli aspiranti professori potranno presentare la loro candidatura in qualsiasi momento dell’anno e non più solo entro periodi limitati fissati dal Miur. Sono state anche riviste le modalità di sorteggio delle commissioni per garantire una maggiore rappresentatività dei settori disciplinari. Il Dpr approvato oggi in via definitiva è stato vagliato dal Consiglio di Stato e dalle Commissioni parlamentari.

“Le modifiche alle regole dell’Abilitazione Scientifica Nazionale – sottolinea il Ministro Giannini – vanno nell’ottica della semplificazione e della qualità. Le abilitazioni fino ad oggi sono andate avanti con un meccanismo a singhiozzo, rimanendo bloccate per un lungo periodo. Questo non dovrà più accadere. Introduciamo parametri per innalzare la qualità del profilo scientifico dei commissari. Nelle prossime settimane emaneremo il decreto con i criteri di valutazione dei candidati. Vogliamo far ripartire entro l’estate la procedura di selezione”.

Download sintesi: La nuova Abilitazione ScientificaNazionale  
Fonte: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR)

Nuovo versione del sito Università e Ricerca

Joomla to WordPress

Da oggi è online la nuova versione del sito di Università e Ricerca, lo spazio web del giornale del Comitato Nazionale Universitario. Si tratta della seconda versione del sito dall’ormai lontano 2008.

La struttura e l’organizzazione dei contenuti utilizza le più recenti tecnologie con particolare attenzione alla connettività mobile. In particolare si è migrato tutto il contenuto da una vecchia versione di Joomla ad una moderna istallazione di WordPress.

Le principali novità quindi riguardano innanzi tutto la veste grafica, studiata per essere non solo più accattivante, ma soprattutto più funzionale ed accessibile ai navigatori, anche da smartphone e tablet, ma anche una nuova categorizzazione delle informazioni, che rendono la ricerca dei vari contribuiti più semplice e immediata.

Sperando che sia di vostro gradimento, vi auguriamo una felice navigazione.

Ferrara: commemorazione del Prof. Tristano Sapigni

Giovedì 17 dicembre alle ore 16.00 si è tenuta presso la Sala Consiliare del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Ferrara la commemorazione del compianto prof. Tristano Sapigni.

I saluti di benvenuto e apertura lavori sono stati portati dalla prof.ssa Tiziana Bellini, delegata del Rettore dell’Università di Ferrara, dal dott. Massimo Maisto, vicesindaco del Comune di Ferrara e dal prof. Leonardo Trombelli, presidente della Scuola di Medicina di Ferrara.

Si è quindi proseguito con l’intervento del prof. Sergio Sergi, dell’Università di Messina e con un ricordo personale dell’accademico scomparso fatto dalla figlia, Francesca Saligni

Una breve interruzione dei lavori, un nuovo interventi del prof. Sergio Sergi e a seguire il prof. Paolo Gianni, Università di Pisa ha presentato il volume Cronache di 50 anni di vita universitaria. Il CNU, passione, impegno e futuro.

Infine gli interventi del proff. Vincenzo Vecchio, Presidente del CNU, Manilo Fadda, Segretario Nazionale del CNU, e Paola Sonia Gennaro dell’Università di Ferrara.

Mozione del Senato Accademico dell’Università di Messina al MIUR sullo stato dell’università italiana

Senato Accademico

Il Senato Accademico dell’Università degli Studi di Messina, nell’ultima seduta, ha votato all’unanimità una mozione indirizzata al Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR) in merito alla salvaguardia e al rilancio del sistema universitario italiano.Di seguito il testo della mozione.

Negli ultimi 10 anni l’Italia ha pesantemente disinvestito nel suo sistema formativo superiore.

Il fondo di finanziamento ordinario per le Università è diminuito del 22,5%. Mentre il finanziamento pubblico in Italia si è contratto, in altri paesi europei la crisi economica e finanziaria è stata affrontata, tra l’altro, incrementando gli investimenti in istruzione superiore (per esempio, in Germania il finanziamento pubblico del sistema universitario nello stesso periodo è cresciuto del 23%).

In Italia negli ultimi 10 anni il personale docente si è contratto del 17% e quello tecnico e amministrativo del 18%. Mentre i docenti universitari tra il 2008 e il 2013 si sono ridotti del 15%, nello stesso periodo la diminuzione degli addetti nell’insieme del pubblico impiego è stata di poco inferiore al 4%.

Tale disinvestimento ha provocato un significativo depotenziamento del capitale umano nel nostro Paese. Per la prima volta in oltre 150 anni di storia unitaria il numero di studenti universitari si è ridotto: gli immatricolati sono diminuiti del 20% e il numero dei laureati vede l’Italia stabilmente nelle ultime posizioni tra i Paesi più avanzati. Soltanto il 21% dei ragazzi italiani tra i 25 e i 34 anni, infatti, ha conseguito un titolo di studio universitario, a fronte di una media OCSE del 39% e di una media europea del 37%. Inoltre, mentre l’Unione Europea si è prefissata di raggiungere nel 2020 l’obiettivo del 40% dei giovani laureati, questo traguardo in Italia è del 26-27%. Dato questo che consegnerebbe stabilmente l’Italia all’ultimo posto in Europa per numero di giovani laureati.

Il disinvestimento nel settore della formazione superiore è anche testimoniato da un rilevante divario tra l’Italia e gli altri paesi europei nel sostegno al diritto allo studio. A fronte delle 140.000 borse di studio erogate a vantaggio degli studenti universitari italiani, i coetanei spagnoli possono contare su 305.000 borse, i tedeschi su 440.000 e i francesi su 629.000.

Nel momento in cui il nostro Paese mostra timidi segnali di ripresa, il Senato Accademico dell’Università degli Studi di Messina, constatando la grave situazione in cui versa il sistema universitario italiano, vuole riaffermare con forza l’importanza della formazione, della ricerca e del trasferimento tecnologico come chiavi di volta per una crescita solida e duratura. Questa nostra consapevolezza, tuttavia, rischia di essere tradita qualora il Governo non dovesse dimostrare con atti concreti un’inversione di rotta nelle scelte di finanziamento dell’università italiana. Un’università da salvaguardare come sistema, perché solo in tal modo si potrà garantire uno sviluppo armonico dell’intero Paese.

Pertanto, il Senato Accademico chiede al Governo:

un piano triennale straordinario di reclutamento di ricercatori a tempo determinato;
un piano triennale straordinario di reclutamento di professori di I e II fascia;
una revisione della normativa sul diritto allo studio, affidando direttamente alle Università le risorse economiche, sulla base del numero degli studenti aventi diritto;
la rimozione del blocco degli scatti stipendiali dal 2015 con risorse aggiuntive sul fondo di finanziamento ordinario a copertura dell’intera spesa. Qualora le risorse aggiuntive non fossero sufficienti, queste dovrebbero essere distribuite tra le università in funzione dei vari organici;
il riconoscimento degli scatti stipendiali solo ai fini giuridici per il quadriennio 2011-2014;
il rinnovo dei contratti del personale tecnico e amministrativo con risorse aggiuntive sul fondo di finanziamento ordinario a copertura dell’intera spesa;
la predisposizione di piani nazionali della ricerca adeguatamente finanziati.

Si chiede, inoltre, che il criterio distributivo tra le università degli interventi di cui ai punti 1) e 2) venga guidato da indicatori che misurino la qualità della ricerca nelle diverse sedi universitarie. Tuttavia, riteniamo inadeguato nel merito e nel metodo il ricorso alla VQR. Nel merito perché l’attuale e unica VQR offre una mappa della qualità della ricerca ormai obsoleta e certamente inadatta a rappresentare la situazione odierna. Nel metodo perché non si può sottacere il disagio che molte università provano nel dovere essere giudicate da regole che sono fissate nel presente per valutare ciò che è accaduto nel passato. Ci auguriamo, pertanto, che si ponga fine alle valutazioni ex post e che vengano introdotte oggi regole che permettano di valutare la qualità della ricerca di domani. Ciò al fine di evitare che il processo di valutazione, importante conquista del sistema universitario italiano, non perda di credibilità e garantisca nel futuro tutti nella stessa misura.

Nelle more dell’introduzione di un nuovo sistema di valutazione con parametri fissati ex ante, chiediamo con forza al Governo di modificare sin da subito i criteri di premialità nell’assegnazione delle risorse alle Università. Tali criteri dovrebbero tenere conto della qualità del reclutamento effettuato nelle diverse sedi, misurato secondo i parametri della VQR aggiornata al periodo 2010-2014. Questo sistema permetterebbe, da un lato, di valutare l’operato delle singole Università dopo l’introduzione del sistema di valutazione della ricerca e, dall’altro, eviterebbe di premiare/punire gli Atenei per scelte effettuate all’oscuro di quegli stessi meccanismi di valutazione introdotti solo successivamente.

Fonte: www.unime.it – 16/12/2015