Documento delle Associazioni e delle OO.SS. della docenza del 2 Ottobre 2008

ADI, ADU, ANDU, APU, CISAL Università, CNRU,CNU, CISL Università,
FLC CGIL, RNRP, SUN, UDU, UIL P.A.-U.R.AFAM

A tutti i Docenti delle Università italiane

Il sistema universitario è oggetto di provvedimenti che rischiano di cancellare l’Università che abbiamo conosciuto. Il D.L. 112/08 è stato convertito in legge (n°. 133/08),  ed è dunque pienamente operativo, confermando i contenuti sui quali abbiamo già a luglio espresso un giudizio durissimo e avviato prime iniziative di informazione e di contrasto. Ne ricordiamo punti salienti:
– limitazione al 20% del turn-over, per gli anni 2009-2011 e al 50% per l’anno 2012 del personale docente e tecnico-amministrativo, dopo due anni di blocco dei concorsi;
– ulteriori drammatici tagli al Fondo di Finanziamento ordinario, che viene decurtato di circa il 25% in termini reali entro il 2012; (ma per quest’anno il finanziamento dei PRIN scende da 160 a 98 milioni di euro):
– la possibilità di trasformazione degli Atenei in Fondazioni private, con la privatizzazione dei rapporti di lavoro, il conferimento dei beni dell’Università al nuovo soggetto privato e l’indeterminatezza degli organi di gestione degli atenei la cui composizione e funzione non viene per nulla chiarita.
– il taglio delle retribuzioni del personale.

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Documento CRUI Assemblea del 25 settembre 2008

CRUI

LE LINEE DI INTERVENTO DELLA CRUI ALLA VIGILIA DEL NUOVO ANNO ACCADEMICO

(Documento approvato all’unanimità dall’Assemblea del 25 settembre 2008)

1. Alla vigilia di un nuovo anno accademico che si preannuncia estremamente difficoltoso e problematico per gli Atenei, la CRUI ritiene opportuno indicare con chiarezza le linee alle quali intende ispirare la sua azione nei prossimi mesi, ribadendo in primo luogo il proprio impegno a contribuire a una rapida definizione di provvedimenti legislativi e normativi che, entro una strategia coerente e coordinata, affrontino con decisione e volontà di rinnovamento le criticità e urgenze riguardanti la vita universitaria [leggi].

CdL Lingue e Letterature Straniere – Univ. di Cagliari

Documento del Consiglio di Corso di Laurea in Lingue e Comunicazione,
Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Università di Cagliari

Approvato all’unanimità il 16 settembre 2008

Il CCL in Lingue e Comunicazione, riunitosi il giorno 16 settembre 2008, prende atto che, nonostante le innumerevoli critiche e aperture al dialogo da parte di tutte le componenti del mondo accademico, il Governo e il Parlamento hanno approvato senza rilevanti modifiche il Decreto Legge n. 112 (oggi Legge 133/2008).

Dopo approfondita discussione, tenuto conto della nota rettorale integrativa al Manifesto degli Studi 2008/2009 del 21 luglio 2008, nella quale si legge che “se non verranno apportate modifiche alle norme relative al turnover del personale docente e alle entità delle risorse del Fondo di Finanziamento Ordinario non sarà possibile garantire tutta l’offerta formativa triennale e magistrale programmata”, il CCL ribadisce l’intenzione di adottare le misure di protesta indicate nella delibera del Consiglio della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere del 9 luglio 2008, e in particolare invita i docenti a non essere disponibili a tenere incarichi didattici oltre gli impegni istituzionali previsti dal proprio stato giuridico.
Il CCL sollecita inoltre il Consiglio della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere a stilare un elenco di tutti i docenti che intendono aderire a questa specifica forma protesta, fino a quando il Governo non si mostrerà disponibile a discutere i temi dei tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario, della riduzione del turnover e dell’istituzione delle Fondazioni con la CRUI, il CUN, le organizzazioni sindacali e le associazioni della docenza.
Il CCL si ripropone infine di assumere altre iniziative volte a contrastare la politica del Governo in materia di Università e Ricerca, in sintonia con quanto verrà deliberato dall’Assemblea Generale di Ateneo indetta per il 24 settembre p.v.

Documento approvato dal Senato Accademico Università di Padova

Nuovi tagli ai finanziamenti delle Università: una situazione insostenibile

Questo è il documento approvato all’unanimità dal Senato Accademico il 15 settembre scorso:
Con la definitiva approvazione parlamentare del D.L. 25.06.08 n. 112, il sistema universitario italiano è stato posto di fronte ad una situazione insostenibile. La decisione del Ministero dell’Economia di “fare cassa” attraverso un consistente prelievo pluriennale di risorse dai bilanci degli Atenei (63,5 milioni di riduzione del FFO nel 2009, oltre 400 milioni dal 2010 al 2013) ripropone ancora una volta, e in forme più brutali che in passato, una ricetta gravemente sbagliata, che non discrimina nei tagli tra gli Atenei che hanno un rapporto virtuoso tra spese fisse e FFO ed Atenei che hanno invece mostrato nei fatti una cattiva gestione dei bilanci universitari.

La trasformazione in fondazioni delle Università, estemporaneamente prevista dall’art. 16 del decreto, si rivela come inutile, se non come controproducente, nel ritenere che i finanziamenti privati possano divenire sostitutivi e non aggiuntivi rispetto al finanziamento pubblico. Il blocco generalizzato del turnover, previsto dall’art. 66, e riguardante sia il personale docente che il personale tecnico amministrativo, si traduce in una riduzione secca dello stanziamento del FFO sul bilancio dello Stato, oltre che – come già detto – in una paradossale penalizzazione proprio di quegli Atenei che, come l’Università di Padova, hanno rigorosamente rispettato la normativa sui limiti di spesa per il personale.

Con queste misure diviene ancor più difficile, per non dire impossibile, per le Università rimanere competitive a livello internazionale ed anzi se ne mette pesantemente in discussione la sopravvivenza come istituzioni pubbliche che costituiscono un “bene” pubblico ed hanno una “pubblica” responsabilità. Ben altra avrebbe dovuto essere la politica da scegliere: quella, da anni richiesta, di avviare un processo di riqualificazione della spesa, definendo regole più efficaci e stringenti per indurre ad una maggiore serietà di comportamenti nella gestione, e ridistribuendo le risorse destinate al sistema universitario tra gli Atenei, secondo il merito e la qualità. Il Senato Accademico dell’Università di Padova chiede al Ministro dell’Università e della Ricerca di far propria all’interno del Governo questa posizione, che non esclude un concorso degli Atenei al risanamento finanziario del Paese, ma lo rende giustamente selettivo e non indiscriminato.

L’Università di Padova, che in questi anni ha operato con un rigore ampiamente riconosciuto, e che è stata costantemente giudicata in tutte le sedi come uno dei migliori Atenei pubblici italiani, sente il dovere di denunciare all’opinione pubblica il carattere pesante e irreparabile dell’intervento effettuato tramite la c.d. “manovra d’estate”. Inaugurando la legislatura con una politica di tagli indiscriminati e del tutto svincolati da una responsabile valutazione di ogni singolo Ateneo, invece che di investimenti adeguati e “mirati” in ambito di formazione e ricerca, si rischia di stravolgere nel profondo i connotati dell’istituzione universitaria italiana, ledendo ancora una volta il principio costituzionalmente sancito dell’autonomia delle Università.

Fonte: servizio Sito di Ateneo Padova

 

Documento dell’Assemblea Nazionale dell’Università

ADI, ADU, ANDU, APU, CISAL-UNIVERSITÀ, CNRU, CNU, CONFSAL FED. SNALS-CISAPUNI,
FED. CISL-UNIVERSITÀ, FLC-CGIL, RNRP, SUN, UDU e UILPA-URAFAM

Roma, 22 luglio 2008

L’Assemblea nazionale, tenutasi il 22 luglio 2008 nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma, indetta dalle Organizzazioni e Associazioni della Docenza e degli Studenti, ha discusso la gravissima situazione venutasi a determinare a seguito dell’emanazione del D.L. 112 e dei provvedimenti governativi in materia finanziaria e di pubblico impiego.
L’Assemblea nazionale assume il documento di denuncia e di protesta delle Organizzazioni sindacali e delle Associazioni del 10 luglio 2008 e condivide i contenuti delle numerosissime prese di posizione degli Organi accademici, che in questi giorni si sono espressi duramente, protestando contro la linea governativa di strangolamento dell’Università pubblica [leggi].

Abbiamo perso Tristano Sapigni

Agli amici del CNU che probabilmente, tranne non molti, lo hanno conosciuto solo attraverso questo sito nazionale dell’Associazione e la lista di informazione-discussione universitaria UNILEX, vogliamo dire che Tristano era proprio come traspariva da ciò che comunicava: tenace, appassionato e tollerante, severo e comprensivo, di grandissima onestà intellettuale.

Sin dai tempi della costituzione del CNU con Giorgio Spini e non molti altri “innamorati” dell’Università, lo ricordiamo sempre presente ai nostri congressi, ai dibattiti, agli incontri a Roma con i vari Ministri: sempre a difendere la causa dell’Università e della ricerca scientifica; mai un interesse proprio.
Quando Tristano lasciò il servizio attivo la sua grande preoccupazione fu di non staccarsi dall’ “amato mondo” dell’Università, concedendo solo qualcosa in più all’altra grande passione: la barca, su e giù per il Grande Fiume, il Po, e poi anche il camper. Ma il centro dei suoi pensieri rimaneva l’Università. E per non venirne separato, per non sentirsi inutile alla “causa”- come diceva- e per non recidere il cordone ombelicale che lo legava a colleghi ed amici di una vita, non solo del suo Ateneo ma di molte Università, si “specializzò”, non più giovanetto, in informatica. Ad un Congresso nazionale del CNU ci comunicò questa sua scelta e convinse tutti noi che sarebbe stata una via importante ed utile, non solo per la nostra Associazione, ma per la causa dell’Università e della ricerca scientifica italiane. Di questo “sito” del CNU, da lui costantemente aggiornato, ampliato e reso autorevole e il successivo allargamento degli orizzonti, con la collaborazione di alcuni validi colleghi, alla lista UNILEX, fonte non solo di informazione e di discussione ma spesso parafulmine, sotto la sua attenta, comprensiva ma ferma “moderazione”, delle non sempre serene e pertinenti contrapposizioni del variegato mondo, anche dal punto di vista ideologico-politico, dei docenti universitari.
Ancora negli ultimi tempi, quando la sofferenza fisica era diventata enorme e da lui,medico, chiaramente interpretata, ogni giorno dedicava una grossa parte del proprio tempo a riflettere sui problemi dell’Università e a comunicarci le sue riflessioni soprattutto attraverso gli strumenti telematici che ormai padroneggiava come un ingegnere, sino a fare di lui, crediamo, una delle voci più note del mondo universitario, e non solo italiano (visite dall’Italia e dall’estero a questo “sito”: oltre un milione!).
Alla moglie, ai figli, agli amici e colleghi di Ferrara, a tutti gli iscritti all’Associazione, ai frequentatori di questo “sito” e della “lista” UNILEX, la nostra partecipazione al lutto, il nostro rimpianto e l’impegno a ricordarlo in modo visibile e duraturo.

Il CNU – 09 Giugno 2008